top of page

Manovra 2027: le misure fiscali in discussione e la (possibile) cedolare secca sui negozi

1 giorno fa
Tempo di lettura: 4 min

Manovra 2027

Il cantiere della prossima legge di bilancio è aperto, ma per ora il perimetro delle misure fiscali è affidato a primi commenti emersi in sede di interviste e interventi pubblici. Nessuna delle ipotesi è contenuta in un testo normativo: il Documento Programmatico di Bilancio deve ancora essere presentato in Parlamento. Le indicazioni raccolte in questi giorni vanno quindi lette per quello che sono, dichiarazioni di intenti, spesso condizionate e ipotetiche.


Irpef: l'aliquota del 33% fino a 60.000 euro

Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, intervenendo all’evento “Speciale Telefisco 2026” de “Il Sole 24 Ore”, ha indicato come priorità l'estensione dell'aliquota del 33% alla fascia 50.000–60.000 euro di reddito complessivo, oggi tassata al 43%. Dopo la riforma che ha già fissato al 33% la fascia 28.000–50.000 euro, la quota di reddito oltre i 50.000 euro passerebbe quindi dal 43% al 33%. A tale modifica conseguirebbe un vantaggio massimo per contribuente pari a mille euro annui.

Va, in ogni caso, sottolineato che lo stesso viceministro ha condizionato tutte le misure al recupero delle risorse necessarie e alla piena condivisione delle scelte da parte dei partiti della coalizione di maggioranza.


Flat tax per i giovani

L'idea è stata espressa dal ministro Giancarlo Giorgetti, che secondo “Il Sole 24 Ore” l'ha lanciata e la ribadisce in più occasioni, prospettando una tassazione agevolata degli aumenti salariali dei più giovani, da costruire con la disponibilità dei datori di lavoro. All’evento “Telefisco” il viceministro Leo l'ha ripresa in termini ipotetici, parlando di un meccanismo di flat tax sui redditi corrisposti ai giovani da accompagnare con un incentivo per le imprese. Non sono trapelati, per il momento, gli aspetti tecnici, quali aliquota, età massima (i 35 anni sono un riferimento ricorrente nelle agevolazioni) né platea. L'impostazione richiama quella già seguita lo scorso anno con la flat tax sugli aumenti da rinnovi contrattuali, ma per ora non vi sono altri elementi informativi.


Forfettari: da 85.000 a 100.000 euro

Sul regime forfettario il ministro Giorgetti ha aperto all'innalzamento della soglia, oggi a 85.000 euro. Secondo quanto riportato dall'ANSA, presente al convegno, il ministro ha però richiamato la necessità di superare il limite europeo, da lui ritenuto ingiustificato, e quindi di un confronto con Bruxelles.


Cedolare secca sulle locazioni commerciali

È l'apertura che merita più attenzione, perché richiama un precedente concreto.

Cosa ha detto il ministro. A Telefisco ha ricordato la misura del 2019 sulla cedolare secca per gli immobili commerciali, aggiungendo che "a certe condizioni, entro certi limiti" pensa si possa adottare di nuovo. “Il Sole 24 Ore” ricorda che la delega fiscale aveva riacceso la speranza di un prelievo agevolato sugli immobili commerciali, ma il principio è rimasto inattuato. Circola l'ipotesi di contenere la misura entro i 300 metri quadrati.

Il precedente del 2019. L'art. 1, comma 59, L. 145/2018 aveva esteso, su opzione, la cedolare secca al 21% ad alcuni contratti di locazione commerciale. Si trattava di una misura temporanea, con confini precisi:

  • riguardava solo i contratti stipulati nel 2019;

  • era limitata ai negozi e botteghe in categoria catastale C/1, fino a 600 metri quadrati, con le pertinenze locate congiuntamente;

  • valeva solo per locatori persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di impresa o di arti e professioni, mentre il conduttore poteva essere anche un'impresa (circolare n. 8/E/2019 e risoluzione n. 50/E/2019);

  • era esclusa se, al 15 ottobre 2018, esisteva già tra le stesse parti, per lo stesso immobile, un contratto non scaduto e interrotto anticipatamente. La clausola serviva a evitare che i contratti in corso venissero risolti e ristipulati solo per ottenere la cedolare.

I problemi emersi. Nella pratica la misura ha creato soprattutto due incertezze, entrambe legate al fatto che valeva solo per i contratti stipulati nel 2019. La prima è quando un contratto possa dirsi davvero nuovo. L'Agenzia delle Entrate ha guardato alla sostanza: nella risposta n. 364/2019 ha escluso la cedolare per un negozio locato dal 2014, in cui un nuovo conduttore era subentrato per effetto dell'affitto d'azienda. Il subentro non è una nuova locazione, e nemmeno lo è una modifica del canone. La seconda riguarda gli anni successivi: con la risposta n. 184/2020 l'Agenzia ha chiarito che il limite temporale si riferisce all'anno di stipula, non a quello in cui si esercita l'opzione. Chi non ha optato subito può farlo per le annualità successive.

Cosa dovrebbe chiarire una nuova versione. Se la misura verrà riproposta, il testo dovrà chiarire almeno se sarà a tempo o strutturale, se resterà limitata ai negozi (C/1) o si estenderà ad altri immobili strumentali come uffici e studi, quale sarà il limite di superficie e come si tratteranno i contratti già in corso.


In conclusione

Le indicazioni sono politicamente rilevanti, ma hanno gradi di impegno diversi. Il taglio Irpef è la più netta, la flat tax per i giovani e la cedolare sui negozi sono formulate in termini ipotetici, mentre sul forfettario pesa il confronto europeo. Il momento decisivo sarà il DPB e poi il testo del disegno di legge. Fino ad allora è prematuro impostare operazioni o consigli ai clienti su queste ipotesi, salvo tenerle presenti come scenario ipotetico.

 
 
bottom of page