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Il ravvedimento speciale rinnovato dal Decreto Omnibus solo per chi rinnova il CPB

  • 4 giorni fa
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L'articolo 29 del D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 introduce un regime di ravvedimento per le annualità 2020-2023, collegato al rinnovo dell'adesione al concordato preventivo biennale (CPB) per il 2026-2027. Sebbene il modello ricalchi i precedenti regimi di ravvedimento speciale, vale la pena chiarire i destinatari, perché il perimetro soggettivo è ben più ristretto.


Riservato a chi rinnova, non a chi aderisce

La norma, infatti, restringe il campo ai soli soggetti ISA che "rinnovano l'adesione" al concordato per il 2026-2027. Sulla base del dato letterale restano, quindi, fuori:

  • chi aderisce al CPB per la prima volta in occasione di questo biennio;

  • chi ha aderito solo al biennio 2025-2026: per questi soggetti l'eventuale rinnovo, e con esso l'eventuale ravvedimento, si sposterà sul biennio successivo (2027-2028), non su quello attuale.


In sostanza, la platea dei beneficiari coincide con chi ha aderito al primo concordato, quello 2024-2025, e sceglie ora di confermarlo.


L’effetto - non scritto - appare, quindi, quello di premiare i contribuenti che rimangono fedeli al CPB senza abbandonarlo. A maggior riprova, quale incentivo per favorire l’adesione al rinnovo vi è il fatto che il regime del ravvedimento speciale copre le annualità 2020-2023. Se le annualità 2020-2022, non rappresentano una novità, in quanto erano già state oggetto del primo ravvedimento speciale del 2024, è l’annualità 2023 che punta a rafforzare l’adesione (e quindi il rinnovo del CPB).

Quest’annualità, infatti, non è come le altre: il 2023 è il periodo d’imposta i cui dati reddituali sono alla base della proposta di concordato formulata dall’Agenzia delle Entrate per il primo biennio (2024-2025). Ne discende che un accertamento capace di disconoscere i dati del 2023 metterebbe potenzialmente in crisi, a cascata, anche la tenuta della proposta di concordato costruita su quei dati.

Avendo, però, ora la possibilità di aderire al ravvedimento speciale il contribuente si mette al riparo dalle attività accertative dell’Agenzia ordinariamente esperibili, con le uniche eccezioni tassativamente previste dalla norma.

Appare quindi in modo evidente l’intento del legislatore sotteso al nuovo regime di ravvedimento speciale: versando l'imposta sostitutiva sul periodo d’imposta 2023, il contribuente mette al sicuro il dato di partenza su cui il primo concordato è stato costruito. Il rinnovo dell'adesione diventa così l'occasione per consolidare una posizione che, restando ancorata a un anno base ancora accertabile, sarebbe diversamente rimasta esposta.


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Centro Studi e Pianificazione Fiscale

Responsabile

Dott. Valerio Locatelli

Coordinatore

Dott. Giancarlo Marengo

 
 
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